Logo CArtografia STOrica REgionale
 
TitoloCartone Dimostrativo l’andamento del Fiume Ania dal Fiume Serchio fino al Luogo detto alla Chiusa secondo fu stabilito l’Anno 1685, e la riapposizione de’ Termini sugl’Angoli di esso andamento in quest’anno 1735
Datazione1735, febbraio 5
AutoriGianni Gianfranco, deputato e ingegnere della Ser.ma Repubblica di Lucca; Menchi Pietro, deputato per S.A.R.
Scala graficaassente
Scala numericaassente
Altezza (mm)435
Larghezza (mm)1700
Num.fogli/tavole-
Tecnicachina e acquerello
Supportocarta
Orientamentonord-ovest in alto
Conservazionebuona
ArchivioArchivio di Stato di Firenze
FondoPiante antiche dei confini
Descrizione fondoLe piante e le carte relative ai confini dello Stato toscano facevano anticamente parte dell'archivio dei Nove conservatori della giurisdizione e del dominio fiorentino, magistratura alla quale era affidata anche la tutela dei confini dello Stato durante il Principato mediceo. Durante il periodo lorenese, una parte delle competenze svolte dagli organi centrali fu trasferita alle nuove comunità istituite o rinnovate, procedendo con l’abolizione nel 1769 delle magistrature dei Nove e dei Capitani di parte ed alla creazione della Camera delle Comunità. Questo nuovo organo, dotato di personale tecnico, ed organizzato in due settori (quello degli affari contenziosi e quello degli affari economici) ebbe anche competenza sulle questioni di confine nonché la gestione del relativo archivio. Con il motuproprio del 5 aprile 1784 l'archivio delle Riformagioni, all'interno del quale era confluito due anni prima anche l'archivio dei Confini, fu trasferito alle dipendenze dell'Avvocato regio (creato nel 1778) a cui fu attribuita anche la funzione giurisdizionale sui confini e la cura del relativo archivio, precedentemente ordinato e inventariato. Il materiale cartografico fu così distinto fra “Piante antiche”, anteriori al 1782, e “Piante moderne”, relative al periodo 1782-1857. Le prime furono raccolte in registri o arrotolate in tubi di ferro detti “cannoni” e suddivise come le filze corrispondenti, alle quali sono collegate mediante rinvii, in nove “caselle” relative ai differenti tratti di confine del Granducato. Le altre, sempre arrotolate in tubi di ferro, furono invece suddivise in sezioni.
Nel periodo della dominazione francese così come al momento della restaurazione del Granducato, nel 1815, le questioni concernenti i confini ed il relativo archivio continuarono ad essere amministrate dall'Avvocato regio.
Serie-
Titolo unità archivisticaCasella V
Numero unità archivistica5
Descrizione unità archivisticaLa casella contiene la documentazione relativa alle confinazioni del barghigiano con Lucca e Modena. Questa è in parte raccolta in un registro ed in parte suddivisa e conservata all'interno di tubi di ferro detti 'cannoni'.
Titolo sottounità archivistica-
Descrizione sottounità archivistica-
Numero carta60a
AnnotazioniIl disegno raffigura il corso del fiume Ania, che divide il territorio di Barga da quello di Coreglia, dalla confluenza nel Serchio fino al luogo detto “alla Chiusa” con la precisa indicazione dei termini di confine apposti nel 1735. La rappresentazione mette in evidenza anche l’uso del suolo e la dislocazione degli edifici lungo il fiume. Da una parte, ossia in territorio barghigiano, si trovano i mulini del Giannelli, il mulino del Merrighi, il mulino disfatto del Guidi, la ferriera demolita del Guidi, mentre dall’altra il mulino del Bernardi e la fornace posta nei terreni del Barzanti. La c. 60b è una copia, che riporta però la data 5 febbraio 1736. Entrambi i documenti sono conservati all'interno del cannone 13.
Redattore schedaCinzia Bartoli
[Nuova ricerca]